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La Lega Nord vuole compattezza<br/> in vista del prossimo congresso

Politica

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02/11/2015 - 12:00

ROVIGO - E’ un periodo delicato quello della Lega Nord, come quello di qualsiasi altro partito a poco meno di tre settimane dal congresso provinciale.

Il rinnovo dei vertici è una scelta strategica per un partito che a livello nazionale ne ha passate delle belle. Ultima della serie lo scisma di Flavio Tosi con il leader federale Matteo Salvini e parallelamente, alle elezioni Regionali, contro Luca Zaia. Un pezzo da novanta della Lega Nord che però ha scalfito per nulla un Luca Zaia eletto quasi per acclamazione.

A caduta, si sa, le vicende nazionali (o meglio federali, com’è nel gergo leghista), si rispecchiano anche negli equilibri provinciali. Di qui la fuoriuscita di Emanuela Munerato e dei suoi fedelissimi. Che però erano nel momento dello scisma, appunto, in sella al partito.
Domenica 22 la Lega Nord va a congresso e saranno i leghisti a decidere la guida politica.

Ricapitolando: tra i profili di spessore destinati al vertice potrebbero esserci Tommaso Zerbinati, avvocato, vicinissimo all’assessore regionale Cristiano Corazzari, e Giorgio D’Angelo, già vicesindaco di Adria. Antonello Contiero, attualmente presidente dell’Interporto e componente del Cda di Asm Set, già segretario provinciale della Lega Nord, sarebbe pronto a fare l’ago della bilancia. E qui, la puntualizzazione sull’antagonismo tra Contiero e il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin è d’obbligo. Che non corrano buoni rapporti tra i due, dai tempi della sfiducia a Massimo Bergamin da presidente di Asm Set, è vero. Ma vecchi rancori e vendette personali tra i due li metteranno su barricate opposte anche sulla gestione del partito?

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