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Ammazza a fucilate il proprio cane nel cortile del Consorzio di bonifica

Orrore lungo il Po

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15/02/2017 - 16:49

di Pier Francesco Bellini

Ha sparato a sangue freddo al proprio cane con l’aiuto di un collega all’interno dell’impianto idrovoro del Consorzio della Bonifica Burana, a Bodeno, nel ferrarese e a pochi chilometri dal confine con il Polesine.


La notizia, riportata da estense.com, sta facendo il giro d'Italia per la brutalità con cui è stato compiuto l’animalicidio. L’episodio risale allo scorso 2 gennaio nell’area degli alloggi di servizio dove abitano alcuni lavoratori del Consorzio. A denunciare il fatto è stata la moglie di uno degli addetti ha sentito un cane guaire ed è uscita per capire cosa stesse succedendo.

Due uomini, colleghi del marito, inseguivano un cane meticcio di media taglia. Poco dopo ha sentito i colpi di fucile e ha visto i soggetti caricare su di un mezzo qualcosa avvolto in un sacco della spazzatura, lasciando tracce di sangue.


La voce si è sparsa presto tra gli altri inquilini-lavoratori e la testimone ha deciso di segnalare il fatto ai carabinieri. Le indagini hanno portato in questi giorni alla denuncia del 58enne G.D. e del 47enne F.T., entrambi residenti a Bondeno e impiegati del Consorzio di bonifica, per il reato di uccisione di animali in concorso.


Dagli accertamenti è emerso che il cane era di proprietà del 58enne, così come l’arma del delitto, un fucile detenuto legalmente. Sconosciuti motivi del gesto. Accantonata l’ipotesi della legittima difesa, perché il cane non era aggressivo, gli inquirenti hanno pensato a un insano divertimento di "tiro al bersaglio’. O, più verosimilmente, a una soppressione "fai da te" per sbarazzarsi di un animale che non serviva più.


L’uccisione, avvenuta all’interno dell’impianto idrovoro mentre i due autori non erano in servizio, ha lasciato attoniti anche i dirigenti del Consorzio della Bonifica Burana che hanno deciso di prendere provvedimenti.
“Esprimiamo tutto lo sdegno – commentano dal direttivo – per l’inammissibilità del grave fatto compiuto. Prendiamo le distanze da quanto accaduto e abbiamo già attivato quanto previsto dal contratto di lavoro per i propri dipendenti in ordine all’applicazione dei provvedimenti disciplinari”.


Su questo episodio di barbarie nei confronti degli animali si sta interessando anche Legambiente che condanna “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale”, come recita il codice penale.

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