you reporter

Assenteisti in Regione, chieste pene fino a un anno e 6 mesi

73418

Il palazzo di vetro, che ospita la Regione

06/03/2017 - 15:45

Pene da un anno a un anno e sei mesi. Le ha chieste per i 36 dipendenti della Regione accusati di assenteismo nell'orario di lavoro il pm Sabrina Duò, che stamattina ha concluso la sua requisitoria per il caso di truffa aggravata ai danni di un ente pubblico. Pene dure, visto che chieste senza sospensione.



In questi minuti gli avvocati difensori dei 36 imputati stanno discutendo l'arringa e cercando di smontare pezzo per pezzo la ricostruzione fatta dalla Guardia di finanza di Rovigo e dalla procura rodigina.



Il giudice Silvia Varotto, conta di emettere sentenza il prossimo 13 marzo. Compito difficile, visto che il consulente chiamato “in corso d’opera” dal giudice Varotto a chiarire il computo delle presenze dei lavoratori a giudizio per le “assenze ingiustificate”, ha sostanzialmente dichiarato che i 36 imputati sono a credito di ore (o di stipendio) nei confronti della Regione, secondo i calcoli da lui effettuati.



Al massimo - dipende dal metodo utilizzato - 26 sono a credito e 10 sono a debito di 50-100 euro. In questo modo, secondo la “superconsulenza” di Livio Squarzoni, esperto di diritto del lavoro della Pubblica amministrazione, di Treviso, si sgonfierebbe l’accusa.



Tuttavia è stata altrettanto decisa la contestazione fatta in aula dal pm Sabrina Duò, che ha istruito il caso. Il sostituto procuratore ha contestato sia il metodo utilizzato dal superconsulente, che avrebbe utilizzato le schede compilate dagli stessi dipendenti, sia il fatto che non ha computato le pause caffè, di 40 minuti al giorno, 20 al mattino e 20 durante il pomeriggio.




Il servizio sulla Voce di Rovigo in edicola domani 7 marzo

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl