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Tentata violenza vicino al centro profughi, indagini su duemila ospiti

Il caso a Bagnoli di Sopra

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19/03/2017 - 09:37

La procura di Padova ha aperto un'indagine per tentata violenza sessuale nei confronti di ignoti, dopo l'aggressione a una donna di 40 anni che faceva jogging venerdì sera nei pressi del centro accoglienza profughi di Bagnoli di Sopra (Padova).




E sono duemila le persone potenzialmente colpevoli dell'aggressione choc subita dalla donna, che preferisce non comparire. Chi l'ha vista riferisce di una donna alta, forte, molto determinata, con ematomi vistosi al viso.



L'aggressione è avvenuta vicino all'ex base militare diventata hub di accoglienza provinciale dei profughi. Pochi minuti concitati al termine dei quali la donna è uscita a divincolarsi e a scappare. A lanciare l'allarme un automobilista che stava passando per caso e ha notato la donna.



La protesta intanto, si è alzata ieri davanti al centro di accoglienza. Il primo cittadino di Bagnoli Roberto Milan, ha invitato il prefetto vicario Pasquale Aversa e il Capo Gabinetto del ministero dell'Interno Mario Morcone a Bagnoli per chiedere scusa alla famiglia e alla donna aggredita.




"Grave oltre ogni limite - ha scritto in un post sul suo profilo Facebook - Grave che chi è responsabile continui a concentrare migranti in un campo unico in tutta Italia. Grave che chi sostiene la contrarietà ai campi di concentramento nel governo non eviti ponendo soluzioni. Grave che un territorio debba essere trattato così da governanti senza contatto con la realtà. È da settimane che avverto un peggioramento del clima in paese e Sua Eccelenza ha continuato a concentrare a Bagnoli. Gravissimo".



A seguito dell'accaduto, alle 11 di sabato 18 marzo, i dirigenti della Lega Nord hanno deciso di convocare un summit proprio nella zona dell'ex base militare. Presente Andrea Ostellari, segretario provinciale della Lega Nord di Padova e Roberto Marcato come responsabile immigrazione del partito, che si è presentato con la maglia: "".



Sull'aggressione di Bagnoli è intervenuto anche il presidente del Veneto Luca Zaia: "Chi stupra o commette reati, e non deve essere classificato in base al colore della pelle, alla nazionalità o alla religione, va punito. Punto e basta".



Il servizio completo sulla Voce di Rovigo di oggi 19 marzo

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