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Riforma dei Parchi, Crivellari "vede" la governance condivisa

La legge

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Diego Crivellari, deputato polesano del Partito democratico

28/03/2017 - 21:45

"Lo sforzo di questa riforma è quello di pensare, o ripensare i parchi - regionali e nazionali - come luoghi della crescita e dello sviluppo, rivedendo il modello di governance e favorendo la partecipazione piena degli attori locali, con qualche effettiva risorsa in più". Ritorna sulla questione dei parchi Diego Crivellari, deputato polesano del Partito democratico, il giorno dell’approdo in aula della riforma sui parchi italiani.



Sull’argomento è intervenuto il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, il quale ha sottolineato come “i Parchi italiani non possono più essere visti soltanto come i luoghi della conservazione: devono mettersi in gioco nella grande sfida di sviluppo sostenibile del nostro Paese: la riforma che arriva in aula alla Camera ci avvicina molto a questo obiettivo”. Rispetto alla programmazione, una importante novità è prevista dall’articolo 27 di questa riforma “che consegna - come spiega Crivellari riferendosi al Parco del Delta - anche alle due regioni, Veneto ed Emilia, una responsabilità importante: immaginare un modello di governo del territorio nel segno dell’area vasta, del rinnovato protagonismo delle comunità locali e di un parco che sappia tenere insieme ambiente e sviluppo”.



“Il disegno di una governance condivisa è peraltro richiesto espressamente dal riconoscimento Mab Unesco e se costruito partendo dai territori potrà rappresentare un passo in avanti storico per tutti” sottolinea il deputato polesano dem. “Il mio emendamento, che inserisce la Strategia delle aree interne nella futura pianificazione del Delta va proprio in questa direzione - conclude Crivellari - ovvero immaginare una strategia globale per il Delta e in prospettiva per il Polesine”.



Ma c’è chi, all’interno del Pd, non la vede nella stessa maniera. Julik Zanellato, ex segretario provinciale dem, invita la Regione Veneto, e l’assessore polesano Cristiano Corazzari, “a rafforzare l'autonomia del Veneto, compiendo un primo passo concreto: il mantenimento del Parco del Delta del Po sotto esclusiva egida regionale”. “Non servono a nulla sovrastrutture burocratiche - conclude Zanellato - Veneto ed Emilia-Romagna possono già lavorare assieme su progettualità comuni, come hanno ben fatto con l’istituzione della Riserva di Biosfera Mab Unesco”.



Il servizio completo in edicola nella Voce di mercoledì 29 marzo

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