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Bergamin: Badia, non andate all'assemblea Polacque

Il sindaco chiede di non favorire la fusione con Cvs

Consiglio Comunale Massimo Bergamin 4

Massimo Bergamin e Paolo Avezzù

31/05/2017 - 23:54

Ora la patata bollente finisce nelle mani di Gastone Fantato.

Per la fusione fra Polesine Acque e Cvs i riflettori sono puntati sul sindaco di Badia Polesine. Potrebbe essere lui l’ago della bilancia, potrebbero essere le quote del suo Comune (5,18%) a tenere in piedi il numero legale per l’assemblea dell’8 giugno, aprendo così le porte al sì alla fusione.


Ed è per scongiurare questa eventualità che il sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin, mette i puntini sulle “i”. Arrivando quasi a minacciare il ritiro dell’appoggio della Lega alla candidatura di Giovanni Rossi, di cui Fantato è sostenitore se un amministratore badiese si presentasse all’assemblea dell’8 giugno. E infatti il sindaco di Rovigo sulla sua pagina Facebook ha postato chiaro e tondo: “La Lega Nord polesana ha dato fiducia a Giovanni Rossi. Adesso vogliamo i fatti. Sarà utile, nonchè politicamente fondamentale per il prosieguo del sostegno al candidato sindaco Rossi, che il Comune di Badia Polesine non si presenti all’assemblea dei soci di Polesine Acque. Il tutto, per impedire, a pochi giorni dal voto, lo scempio politico-amministrativo della fusione tra Polesine Acque Rovigo e Cvs Monselice. Attendo fiducioso, in qualità di vicepresidente della Lega Nord del Veneto, che nessun amministratore di Badia Polesine si presenti in assemblea”. Parole chiare, ultimative, come dire attenzione, non favorite i pro fusione se volete i voti della Lega.


Il caso Badia quindi irrompe sulla scena della fusione. Anche perché il consiglio comunale della cittadina della Vangadizza aveva votato a favore del matrimonio con Cvs. Giovanni Rossi, candidato sindaco e attuale assessore comunale dice: “Per quel che mi riguarda io non andrò all’assemblea. Però non so cosa faccia Fantato, ma se decidesse di delegare me, io non andrò. Ritengo inopportuno partecipare ad un’assemblea che decide le sorti della fusione a tre giorni dal voto. E non lo dico per il messaggio del sindaco di Rovigo. In consiglio comunale ho votato a favore della fusione per spirito di maggioranza. Se dovessi diventare sindaco ci sarebbero altre valutazioni da fare”.

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