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Controllate bene, potreste avere un pezzo di meteorite in giardino

Istituto Nazionale di Astrofisica

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Il video del "bolide" ripreso al passaggio su Rovigo

28/06/2017 - 09:15

di Pier Francesco Bellini

Adesso c'è la certezza.



Era un mini-asteroide di circa mezzo metro di diametro il corpo cosmico che ha provocato la meteora avvistata il 30 maggio scorso sopra i cieli del Polesine.



E gli scienziati della collaborazione Prisma, in occasione dell'Asteroid Day, rivolgono un invito alle popolazioni venete a segnalare eventuali sassi strani o anomali rinvenuti a terra.



Gli studi sull’origine, la composizione e la traiettoria della meteora e le ricerche di eventuali frammenti del bolide sono iniziati subito dopo l’avvistamento da parte della collaborazione Prisma, promossa e coordinata dall’Istituto Nazionale di Astrofisica.



Prisma si avvale di una rete di videocamere installate su tutto il territorio nazionale che sorvegliano il cielo costantemente, 24 ore al giorno. E il passaggio della meteora è stato registrato dalle telecamere di Navacchio (in provincia di Pistoia), Piacenza e Rovigo.



E in coincidenza del 30 giugno, dichiarato dall’Onu "Asteroid Day", il team di ricerca rende noti i risultati della complessa elaborazione dei dati raccolti il 30 maggio. L’analisi dei dati durante i 7 secondi in cui la meteora è stata visibile ha infatti permesso di definire un dettagliato modello matematico della fase di volo che tiene conto dell’influenza dei venti nella parte terminale “buia” e la zona di possibile caduta di frammenti meteoritici.



I risultati dei calcoli indicano che prima del suo ingresso in atmosfera alla formidabile velocità di 54mila km/h il meteoroide aveva una massa fra i 50 e i 200 chili, con una dimensione dell’ordine di 30-60 centimetri.



L’oggetto si è in gran parte “sbriciolato” nelle fasi iniziali dell’impatto con l’atmosfera, ad una quota di circa 40 chilometri, provocando uno “sciame” di piccole meteoriti delle dimensioni di una pallina da golf e del peso di parecchie decine di grammi.



In base ai calcoli è da ritenere che alcuni di questi frammenti siano caduti intatti a terra in Veneto, e in particolare - ma non solo - nella zona compresa fra i paesi di Piove di Sacco e Bojon, nel comune di Campolongo Maggiore, dove potrebbe essere caduto il residuo principale del corpo cosmico.



L'aspetto esteriore di queste meteoriti è quello di un sasso ricoperto da una crosta sottile e lucida, molto scura, come se fosse “bruciato”; la forma è generalmente squadrata ma con gli spigoli arrotondati. Il colore interno del “sasso”, visibile dove la crosta è rotta o mancante, è in genere di colore grigio chiaro. Soppesandolo, dà quasi sempre la sensazione di essere più pesante di un sasso terrestre delle medesime dimensioni.

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