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Ecoambiente, sentenza del Tar: rigettato il ricorso di Vernelli

Rifiuti

Consiglio Comunale EcoAmbiente 3.jpg

Ivano Gibin, ad di Ecoambiente

06/07/2017 - 07:31

Ivaldo Vernelli, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, ha preso una bella porta in faccia con il rigetto del ricorso al Tar del Veneto, per illegittimità del conferimento a Ecoambiente tramite contratto d’affitto degli affidamenti, accordo del febbraio 2017 che secondo il grillino configurava un’usurpazione dei poteri del consiglio comunale.



Il Tar, con sentenza pubblicata oggi, ha dichiarato infatti inammissibile il ricorso. Massimo Bergamin non si fa scappare la vittoria del Comune di Rovigo e la possibilità di restituire pan per focaccia all’esponente del Movimento 5 Stelle che in passato ha attaccato il sindaco e ha anticipato la sentenza parlando di malaffare in aula: “Che il consigliere Ivaldo Vernelli non brillasse per ‘intelligenza politica’ questo lo sapevo già da tempo. I 5 stelle hanno sempre questo modo inquisitorio, quando le questioni riguardano gli altri e non loro. Accusano prima di dimostrare. Le elucubrazioni mentali e le offese politiche a questa amministrazione, purtroppo per loro, ancora una volta, sono cadute nel vuoto”, ha commentato.



“Questa sentenza dà ragione al percorso che abbiamo avviato come governance di Ecoambiente in sintonia con il socio Comune di Rovigo e con il Consorzio Rsu. Quindi avanti con il processo di gestione e affitto del ramo d’azienda per arrivare alla gestione del ciclo dei rifiuti, in sintonia con il volere dei soci”, ha aggiunto dal canto suo l’ad di Ecoambiente Ivano Gibin.



Il Tar Veneto ha rilevato che “la convenzione del 27.2.2017 non modifica il programma di fusione tra il Consorzio Rsu ed Ecoambiente. La convenzione non modifica l'indirizzo di integrazione societaria, ma anzi lo conferma, prevedendo nelle more l’affitto del ramo di azienda relativo agli impianti di smaltimento di proprietà del Consorzio, in modo da consentire da subito ad Ecoambiente la gestione. E' infondata la censura di violazione dell'indirizzo consigliare, cioè di usurpazione da parte del sindaco del potere di indirizzo riservato al Consiglio comunale".



Il servizio sulla Voce del 6 luglio

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