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Quattro teste umane tra le mummie dei Concordi

Il ritrovamento

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I ricercatori trovano altri resti umani nelle teche di Meryt e Baby. I reperti, accatastati in un doppio fondo, probabilmente risalgono a loro volta all’antico Egitto.
Resti umani all’interno delle teche delle mummie dell’Accademia dei Concordi. E’ la scoperta - clamorosa - fatta dai ricercatori che si stanno occupando di Meryt e Baby, le due mummie custodite all’interno dell’ente culturale di piazza Vittorio che saranno esposte per la prima volta, a palazzo Roncale, dal 13 aprile e fino al primo luglio prossimo.



Nell’intervento di apertura ed esame della teca che per più di un secolo ha accolto e protetto le due mummie, infatti, si è notata l’esistenza di una parte sottostante i due corpi mummificati.



Che non è solo, come si ipotizzava, una pura base finalizzata a rialzare la teca, ma che si è rivelata essere una sorta di “doppio fondo”. Che, una volta aperto, ha rivelato il suo contenuto: un insieme, caotico, di resti umani mummificati: teste (almeno quattro) e parti di arti e di corpi.



Le ipotesi su questo straordinario ritrovamento si affastellano. Secondo l’ipotesi più accreditata, relativa al ritrovamento degli altri resti umani nella teca, potrebbe trattarsi di altre mummie, giunte insieme a Meryt e Baby dall’Egitto a Rovigo, che all’arrivo sono state trovate spezzate, forse a causa degli scossoni del lungo viaggio.



Ma non è da escludersi che, nel riempire i cassoni, il donatore Giuseppe Valsè Pantellini abbia ecceduto in zelo disordinato, o forse per la fretta di spedire, prima che gli fosse impedito di far uscire i materiali dall’Egitto, abbia accatastato più oggetti possibili al loro interno.
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