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“C’eravamo tanto amati” faville tra Caniato e Vernelli

Dentro il Movimento 5 Stelle c'è divisione. Se le dicono a cuore aperto Cristina: “Anche tu eri sconosciuto”. Ivaldo e “Troppi ingenui e fideisti”

“C’eravamo tanto amati” faville tra Caniato e Vernelli

 Le scintille tra i 5 Stelle non hanno mai smesso di scoppiettare all’interno del Movimento polesano. Soprattutto dopo l’ingresso dei grillini nelle stanze del potere, si sono accesi veri e propri fuochi incendiari. Come quello che brucia in provincia di Rovigo, dove con un scambio epistolare aperto a tutti, Cristina Caniato, coordinatrice provinciale dei 5 Stelle e Ivaldo Vernelli, consigliere comunale ed ex candidato sindaco, lavano i panni sporchi sulla pubblica piazza.

Vernelli, infatti, più vicino alle posizioni dei dissidenti del Movimento, come Patrizia Bardelle, ha duramente criticato la scelta di Micaela D’Aquino come candidata in Parlamento perché illustre sconosciuta all’interno del movimento.

Allora Caniato racconta: “Nel 2015 un amico comune mi contattò parlandomi di te, del tuo passato, delle tue qualità e del tuo desiderio di ritornare a Rovigo e di avvicinarti proprio al Movimento5stelle - scrive - mi hai conquistata con un entusiasmo che non ritrovavo da tempo, ti ho presentato al gruppo e ci siamo lanciati. Ho fatto personalmente da garante con tutti, e soprattutto, con i molti che ti avevano già conosciuto, e che pur riconoscendo in te dei valori, nutrivano seri dubbi sul fatto che tu avessi veramente sposato la causa del Movimento. Quello fu un mio grave errore di valutazione - ammette - di cui oggi sento di dovermi scusare con tutti loro, e con quelli che si sentono traditi dalle tue posizioni e che mi hanno fatto decidere di scriverti”.

Poi accusa “l’amico Vernelli” di usare la sua vetrina Facebook per “cercare probabilmente un ruolo dopo che questa tua esperienza sarà finita come hai già annunciato, senza il minimo pudore, ai media”. Le tue continue distanze dalle scelte del Movimento per abbracciare altre idee e altre opzioni appaiono strumentali ai più, un tentativo di avere ascolto nell’area di collocamento politico che forse tu speri esista ancora”.

Risponde e attacca Vernelli: “Resto qui a testimoniare le contraddizioni e mi impegno per quanto posso a difendere la trasparenza e l'onestà, valori anche a te cari, in passato. Ma li difendo anche all'interno di un Movimento che rivela ogni giorno uno strano miscuglio di ingenuità e fideismo, una devozione supina al capo che non tollera voci discordi e ammette solo i voltafaccia autorizzati da Davide Casaleggio o Rocco Casalino. Un Movimento che sceglie i suoi campioni per cooptazione, eppure qualche volta sbaglia”.

Da lontano il botta e risposta si conclude con Caniato che dice: “Paghiamo la non organizzazione verticistica del movimento.

La libertà di farne parte o meno, di essere attivista senza tessere in tasca ma solo per l’impegno sul territorio. Hai ragione Ivaldo rispetto agli errori di valutazione, anch’io nel 2015 ho scelto un ‘fuoriclasse’ per cooptazione e anch’io ho sbagliato”. Infine sottolinea, “non parteciperò alla “nostra riunione provinciale perché non riconosco una ‘nostra o vostra’ riunione provinciale e principalmente perché i ‘pochi motivi’ come dici tu di divisione sono chiari e in evidenza e appunto profondamente ci hanno già diviso”.

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