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SCUOLA

“Io preside a 70 km di distanza”

In Veneto su 593 scuole, ben 259 avranno un reggente. “Bastava un compasso per decidere”, dichiara un dirigente di Rovigo in una lunga lettera denuncia.

“Io preside a 70 km di distanza”

22/08/2018 - 21:43

La suddivisione delle reggenze nella provincia di Rovigo sta creando un discreto disagio nell’organizzazione degli istituti. A pagarne le conseguenze, per primi, sono i presidi, la testa di questa organizzazione. A seguire, ovviamente, tutto il resto della macchina, dagli insegnanti, agli alunni. Alcuni istituti comprensivi, che arrivano a quasi mille alunni, si contendono il dirigente con scuole che stanno anche a 70 chilometri di distanza.

E’ il caso di Fabio Cusin, dirigente dell’Istituto comprensivo Rovigo 3, che ha ricevuto per l 2018 anche la reggenza del comprensivo di Porto Tolle.

Il dirigente generale dell’Istruzione Veneto ha assegnato, spiega Cusin in una lunga lettera - a ciascuna delle 593 Scuole del Veneto, un dirigente scolastico, in modo che l’anno scolastico possa avviarsi regolarmente.

“Il problema - dichiara Cusin - è che, di queste 593 scuole, ben 259 avranno un preside reggente, cioè un preside che siederà su due presidenze, quella di titolarità e quella appunto di reggenza. In totale circa l’87% delle scuole avrà un preside a mezzo servizio”.

Nella sua disamina anche statistica, Cusin ricorda che “si avranno 259 presidi con il doppio incarico e appena 75 fortunati che potranno concentrare la propria attività nella gestione della sola scuola di titolarità. E’ un problema nazionale, dovuto alla scarsità di concorsi per l’assunzione di nuovi dirigenti (l’ultimo, che ha portato ad assumere nuovi presidi, è stato bandito nel 2011)”.

Il problema della reggenza è lamentato da anni nel mondo della scuola. Fa parte di quelle micro e macro disorganizzazioni di cui soffre tutto il sistema dell’istruzione in Italia.

“A beneficio dei non addetti ai lavori - aggiunge Cusin - chiarisco che, quando si parla di una scuola di titolarità o di reggenza, si intende in effetti o un istituto superiore di almeno 700 studenti o, per il primo ciclo, una serie di scuole che raggruppano infanzie, primarie e scuole medie per un totale di 900, 1500, 2000 o anche più studenti”.

Il preside fa prima l’esempio di Monselice. “L’Istituto Comprensivo “Zanellato” di Monselice conta 2100 studenti e ben 14 plessi dislocati nel territorio. Ma anche i quattro comprensivi di Rovigo sono assestati sui 900 studenti e su 6-7-8 plessi. Ovviamente neanche la collega della “Zanellato” è stata risparmiata ed avrà l’Istituto comprensivo di di Solesino-Stanghella in reggenza”.

“Il lettore - aggiunge Cusin - si chiederà probabilmente se non ci siano, da qui al Mare Adriatico, altri istituti da reggere, o quale grave colpa io abbia commesso per essere stato posto in tale condizione. In effetti molti miei amici, tra il serie e il faceto, mi hanno chiesto proprio quest’ultima cosa. Beh, nessuna colpa ( che io sappia ), ma la semplice e probabilmente corretta applicazione di una serie di criteri stabiliti dall’Ufficio Scolastico Veneto e comunicati nell’avviso del 30 luglio, nel quale venivano invitati i dirigenti scolastici ad esprimere le proprie preferenze per gli incarichi di reggenza”.

E conclude: “Un mio collega, con il quale mi confrontavo lunedì a proposito dei tristi e sconfortanti esiti delle assegnazioni, osservava che, forse, applicando un criterio semplice, quale quello del compasso, si potevano ottenere risultati rapidi e limitare i danni. Non sarebbe bastato fare un cerchio di 30 km di raggio, centrato sulla scuola di titolarità o di residenza di ciascun preside, per individuare le scuole più idonee da assegnargli in reggenza?”.

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