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Il caso

Storditi con lo spray e truffati: il falso addetto ruba i preziosi

Si è presentato un finto tecnico di Acquevenete, è accaduto in Commenda: l’uomo ha detto che doveva “sanificare” l’ambiente. La polizia invita a non aprire la porta agli sconosciuti e fornisce utili consigli.

Storditi con lo spray e truffati: il falso addetto ruba i preziosi

21/12/2018 - 17:46

Truffati e derubati da un finto addetto di Acquevenete. E’ successo a Rovigo nel quartiere della Commenda. La tecnica è sempre la stessa: il sedicente tecnico si è presentato alla porta della famiglia, comunicando di dover eseguire una verifica sulla qualità dell’acqua. Il truffatore poi ha chiesto di posizionare i preziosi in frigorifero, quindi ha spruzzato uno spray, dicendo che serviva per una presunta “sanificazione”. In realtà, lo spray conteneva una sostanza con cui l’uomo ha stordito le malcapitate vittime, consentendogli di portare a termine il furto.

Per questo, nella giornata di giovedì, allo sportello Acquevenete di Rovigo, è giunta la segnalazione relativa a questa truffa. “Acquevenete - dice la società in una nota - invita i propri utenti a prestare particolare attenzione per difendersi dalle truffe dei falsi addetti, che si presentano come tecnici dell’azienda del servizio idrico integrato”. “Acquevenete - si aggiunge - ricorda agli utenti che il personale tecnico non è autorizzato a proporre analisi dell’acqua, a raccogliere dati sensibili degli utenti o ad effettuare operazioni simili presso le abitazioni. Per qualsiasi chiarimento è possibile telefonare al numero verde gratuito del servizio clienti di Acquevenete 800 99 15 44 ed è inoltre sempre raccomandato segnalare eventuali comportamenti sospetti alle forze dell’ordine”.

Anche la questura di Rovigo, visto che troppe persone, la maggior parte anziani, purtroppo, continuano ad essere vittime di truffatori che si spacciano per addetti tecnici delle società erogatrici di servizi di pubblica utilità, dà consigli e raccomandazioni utili per evitare di cadere nel tranello. Eccoli: non aprire la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un’uniforme, pettorine o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità (va detto che spesso i truffatori sono ben vestiti, curati ed educati); nessuna azienda di fornitura di servizi (acqua, luce o gas) manda funzionari a casa degli utenti per riscuotere l’importo di bollette, per controllarle o per eseguire rimborsi (le eventuali visite dei tecnici, vengono comunicate per tempo all’utente specificando l’ora e il giorno della visita, oltre ai motivi dell’intervento e le modalità in cui avverrà); per qualunque problema e per chiarire qualsiasi dubbio non esitate a chiamare il 113 o il 112

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