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LA POLEMICA

Case popolari, affitto raddoppiato

I consiglieri di opposizione: “Per il 70% delle famiglie aumenti medi del 30-40% e picchi del 50%”

Case popolari, affitto raddoppiato

Si alza la protesta contro il nuovo regolamento Ater, che ha portato all’aumento dei canoni di locazione per molte famiglie polesane. E il consigliere regionale Graziano Azzalin (Pd) va all’attacco della giunta regionale. “Questa legge - dice infatt - evidenzia la vera anima della Lega in Veneto, che non è certo un’anima popolare come si vorrebbe far credere. Già in sede di discussione, sia in commissione che in consiglio, avevamo evidenziato come la nuova legge sugli alloggi Erp e il regolamento attuativo avrebbero creato problemi, gettando ulteriore benzina sul fuoco, vista l’emergenza abitativa presente in Veneto”.

Per Azzalin “i presupposti da cui si partiva possono essere condivisibili, ma serviva maggiore elasticità per evitare casi-limite che, purtroppo, non sono pochi. Agendo in maniera indiscriminata si penalizzano le persone più deboli, soprattutto gli anziani. Occorre intervenire prima possibile per rimediare a queste storture, mi auguro che finalmente la giunta sia disponibile ad aprire gli occhi”.

Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), la polesana Patrizia Bartelle (Italia in Comune) e Cristina Guarda (lista Amp), in un comunicato congiunto spiegano: “Il 70% delle famiglie pagherà un canone maggiore, con aumenti del 30-40% con punte addirittura del 50%. Parliamo di situazioni economiche di certo non agiate, ci sono famiglie monoreddito e anziani soli che si trovano in difficoltà”.

Per i tre esponenti di opposizione “la giunta diceva che il nuovo Isee-Erp sarebbe servito per sbattere fuori i ‘ricconi’ dalle case popolari, ma non è così. Chi ha 800 euro di pensione al mese - spiega Patrizia Bartelle - da 50 euro di canone è passato a 100, per effetto della 14esima. Perciò a fronte di un aumento reddituale di circa 600 euro annui, si ritrova con un canone secco di 1.200 euro complessivi annui, invece dei 600 che pagava prima: in pratica quello che il pensionato riceve dallo Stato, la Regione se lo riprende. Una vera ingiustizia”.

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