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L’indagine

I vertici dell’Iras sotto accusa

Momenti di rabbia tra i familiari e i dirigenti nella riunione pubblica. Avevamo segnalato all’ente. “Valutiamo la costituzione di parte civile”. Un familiare: “Dimettetevi”

I vertici dell’Iras sotto accusa

Toni di fuoco e parecchia tensione, ieri pomeriggio alla riunione dei vertici dell’Iras con il comitato dei familiari degli ospiti.

Da una parte una cinquantina di familiari che hanno riempito la sala riunioni ancora visibilmente scossi dalla notizia dei maltrattamenti subiti dagli anziani dentro la struttura, dall’altra il direttore generale Giovanni Luca Avanzi e la referente del servizio psicologia Antonella Sadocco, che hanno fatto fatica a contenere la rabbia dei familiari.

“Ci risulta - scrive in una nota scritta il presidente Alessandro Sasso, presidente del Comitato - che più volte gli stessi ospiti oggetto di violenza e di angherie si erano lamentati del comportamento di alcuni del personale numerosi parenti hanno individualmente denunciato il disagio dei propri congiunti per il comportamento di questo o quell’operatore. Anche questo comitato, facendosi interprete di questo clima e nei rari incontri con la dirigenza, si era fatto interprete di questa atmosfera che aleggiava nei reparti e tra i parenti delle persone ospitate. Chi doveva sorvegliare e accertare i fatti ha creduto più all’autoreferenzialità, ritenendo tutto il resto frutto di chiacchiere calunniose o dichiarando quanto si scriveva poco determinante o generico”.

I sette oss licenziati sono stati sostituiti nella struttura. Ma le misure intraprese dall’ente non sembrano soddisfare le famiglie. “Il comitato si riserva di costituirsi come parte civile per i danni materiali e morali che le famiglie degli ospiti hanno subito”.

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