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IL CASO

Non è una città per chi usa i bus

“Un’ora per raggiungere Buso”, “Pochissimo spazio a bordo”. “Le corse sono troppo poche”

Non è una città per chi usa i bus

In questi giorni si sta infiammando la polemica intorno al servizio di trasporto extraurbano della provincia di Rovigo. Ma anche il servizio urbano dei bus non è rose e fiori, nonostante le problematiche siano diverse. Muoversi in città sembra un vero e proprio calvario soprattutto per studenti e anziani che non possiedono una macchina.

Una signora scesa dall’autobus in Corso del Popolo afferma: “Non ho l’automobile e quindi uso l’autobus tutti i giorni per i miei spostamenti, soprattutto per fare la spesa e per piccole commissioni. Non sono pienamente soddisfatta del servizio offerto, le corse sono poche ed è davvero difficile organizzarmi al meglio. Un’altra cosa che mi dà molto fastidio è la scarsità dei controlli a bordo, io faccio sempre il biglietto ma vedo molte persone viaggiare senza”.

Un’altra signora che abita in quartiere commenda aggiunge: “Uso poco gli autobus urbani anche se vorrei utilizzarli di più. Ci ho provato ma per andare da Rovigo a Buso ho impiegato quasi un’ora, inoltre non c’era la corsa al ritorno, così sono stata costretta a tornare in auto con mia figlia. Rovigo potrebbe essere facilmente percorsa in autobus ma dovrebbero esserci più corse e flessibilità negli orari”.

Anche gli studenti delle frazioni cittadine, che utilizzano ogni giorno il bus per andare e tornare da scuola sembrano d’accordo nel riconoscere le problematiche . Maria Elena Crepaldi, studentessa di quinta superiore afferma: “Io utilizzo quotidianamente la linea Sarzano-Rovigo ed il bus arriva bene o male in orario tutti i giorni, ma secondo me il vero problema è il poco spazio, essendoci poche corse tutte le persone, soprattutto gli studenti, sono concentrate in poche tratte. Spesso sono costretta a scendere e salire dall’autobus più volte per far scendere o salire le altre persone”.

Un altro studente rodigino, Giovanni Masin, che utilizza i mezzi pubblici per percorrere la tratta Grignano-Rovigo aggiunge: “L’anno scorso nel mio bus pioveva dentro ma quest’anno il problema è stato risolto. Il problema più sentito da me è la limitatezza delle corse, se per motivi scolastici devo restare a Rovigo nel tardo pomeriggio rischio di perdere l’ultimo tram disponibile e dover chiamare i miei genitori per farmi venire a prendere. Un altro grosso problema è quello dello spazio, alcune volte mandano dei tram vecchi e angusti, altre volte nuovi e spaziosi. Significa che i mezzi funzionali sono disponibili ma non so perché non vengono sempre impiegati”.

Sembra quindi che ci sia ancora del lavoro da fare per rendere Rovigo sia una città a misura di bus e accessibile anche a chi non ha l’automobile ma soprattutto una città ecosostenibile.

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