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ROVIGO

"Il problema del commercio non è Corso aperto - Corso chiuso"

L'analisi del Psi, con Gianmario Scaramuzza: "Basta semplificazioni"

"Il problema del commercio non è Corso aperto - Corso chiuso"

"Il Corso del Popolo deve fare parte di un piano e di un progetto che possa far considerare, finalmente, Rovigo una città 'compiuta'". E' la considerazione di Gianmario Scaramuzza, segretario provinciale del Psi, in merito alla questione dell'ampliamento delle zone a traffico limitato e della apertura o della chiusura del Corso a Rovigo.

"Dopo anni di sperimentazione, di studi del traffico e di improvvisazioni finiti con conclamati fallimenti e danni - spiega - è opportuno ripensare un progetto organico che possa offrire un senso alla necessità di coniugare la viabilità urbana di scorrimento con l’esigenza di vivere la città. Che tenga conto del fatto che la crisi del comparto commerciale non è determinata dal Corso del Popolo chiuso o aperto, bensì dalle nuove modalità di vendita che vedono, ormai, primeggiare i centri commerciali e soprattutto, le vendite on line di Amazon e simili".

"Prima, quindi, di ripartire per la impostazione di un progetto sarà necessaria una analisi complessiva che tenga conto di come si sta evolvendo il settore del commercio e di quali sono le incompiute a Rovigo, oltre che valutare e risolvere il problema dei parcheggi, tema per il quale il Psi ha già offerto un contributo organico qualche tempo fa, ancora valido oggi. Farlo tenendo conto delle esperienze fatte nelle città vicine a noi che hanno organizzato delle Ztl molto più grandi di quella ipotecata a Rovigo, che fanno pagare i parcheggi pur non registrando la crisi commerciale del nostro centro storico".

"Farlo in modo che la Ztl possa diventare un elemento di richiamo anziché fonte di polemiche artificiose. Purtroppo Rovigo è sempre stata finora una realtà di attraversamento. Oggi, tra l’altro, anche quando si sono creati elementi di richiamo, come le mostre del Roverella, non si è saputo organizzare quei momenti collaterali che potessero attrarre alla visitazione le migliaia di visitatori. Basta pensare che molti si lamentano ancora che in occasione delle visite non hanno trovato un ristorante dove poter consumare il loro pasto".

"In sostanza la vicenda del Corso, aperto o chiuso, non può essere affrontato come l’approccio ad un (derby Rovigo-Petrarca), ma deve essere caratterizzato da un’analisi complessiva che tenga conto dei molteplici aspetti che possono interessare l’intersettorialità del problema. Dalla viabilità ai parcheggi, dalle istanze turistiche e culturali, alla verifica della modernità del settore commercio, dalla separazione organica del traffico di scorrimento, dal traffico urbano. Soprattutto che tenga conto dei giacimenti turistici e culturali che brillano attorno a noi".

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