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Orrore a Rovigo

Ex campione di ciclismo spara alla moglie e si spara

Tino Bellinello, 87 anni, è stato trasportato in ospedale con i parametri vitali a zero. Ha ucciso la moglie Renata Berto

San Valentino di sangue in Commenda. Tino Bellinello, 87 anni, ha ucciso con un colpo di pistola la moglie Renata Berto e si è sparato. 

Sono stati trovati nella loro stanza da letto, in pigiama, nella mattinata di venerdì 14 febbraio, al civico 45 di via Gramsci. A due passi dal Bar Sport della Commenda, nel centro del quartiere. E' qui che si è consumata una tragedia che ha sconvolto l'intera città.

Secondo le prime ricostruzioni, Tino Bellinello, 87 anni, ha preso la Beretta calibro 7,65 che deteneva regolarmente e con questa ha fatto fuoco contro la moglie, Renata Bergo, 79 anni, che era ancora a letto. Entrambi erano in pigiama. Un dettaglio che lascia pensare che l'accaduto, scoperto nella mattinata di venerdì dal genero, possa addirittura essere risalente alla serata, se non alla nottata. L'anziano ha poi rivolto la semiautomatica contro se stesso, facendo fuoco. La donna è morta sul colpo, mentre l'uomo è stato portato, in condizioni disperate, in ospedale. Dove è morto intorno alle 16.

Un San Valentino sconvolgente, che ha annichilito la Commenda, dove la coppia era molto conosciuta. Sino al 2010, avevano gestito il distributore di carburante Shell che si trovava di fronte all'Hotel Cristallo, oltre che la lavanderia sotto casa. Due persone conosciutissime e stimate. Bellinello, inoltre, in gioventù era stato un campione di ciclismo, per quanto a livello dilettantistico. Hanno due figli: Mauro, che lavora ad Ecoambiente, e Maria, e due nipoti. Alessio, figlio di Mauro e Micaela, e Stefano, figlio di Maria e Antonio. Tutta la famiglia è accorsa sul posto, appreso della tremenda tragedia.

In casa, la polizia ha trovato una lettera in cui si spiega il gesto estremo. "Scusateci, ma non ce la facciamo più, la facciamo finita", sarebbe il testo del messaggio. Pare che l'uomo stesse attraversando un periodo di depressione, forse dovuto all'età che, negli ultimi tempi, gli rendeva più difficile andare in bici, a caccia, fare sport. Una passione che aveva sempre avuto. Sino a un anno fa, pare non si negasse giri anche di 60 chilometri in bici. La donna, negli ultimi giorni, lamentava un dolore a un orecchio. Piccoli acciacchi dovuti all'età, che mai avrebbero fatto pensare i familiari a un epilogo del genere.

Sul posto anche il pubblico ministero andrea Bigiarini, che ha seguito lo scrupoloso sopralluogo della polizia scientifica e del medico legale. Al momento, quindi, si pensa a un omicidio seguito da un tentativo, almeno per ora, di suicidio. L'indagine, però, non è ancora chiusa.

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