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ULSS 5 POLESANA

"Torna il caldo ma noi siamo preparati"

Questa mattina è stato presentato il Piano caldo per l'estate 2020

I primi caldi si fanno sentire e l’Ulss non manca a preparare la risposta. Presentato questa mattina dal direttore generale dell’Ulss 5, Antonio Compostella il piano caldo per l’estate 2020.

“Il caldo è arrivato anche in maniera precoce - ha detto il dg Compostella - con tassi di umidità alti, che giocano un ruolo importante sull’impatto sulla popolazione. Il caldo colpisce in due modi, prima di tutto come esposizione diretta quindi con il colpo di sole, e poi, in maniera indiretta, con la disidratazione a causa del sudore. Agli anziani è necessario prestare particolare attenzione perché non hanno la percezione della sete e quindi si disidratano senza rendersene conto. La disidratazione poi ha delle conseguenze anche sui farmaci che si assumono in quanto l’effetto può essere maggiore rispetto al normale. Lo ricordo, le azioni per proteggersi sono semplici: evitare le ore di esposizione diretta durante la canicola, idratarsi adeguatamente e, per i familiari di persone anziani, controllare che l’anziano beva adeguatamente, fare una dieta adeguata non mangiando eccessivamente ma magari pasti più piccoli e più numerosi, con predilezione per frutta e verdura e fare attenzione all’effetto dei farmaci”.

Nello specifico il piano prevede la sorveglianza meteorologica; l’identificazione delle persone “a rischio” soprattutto in condizione di solitudine o di “fragilità” per le quali va attivato il percorso di sorveglianza da parte di medici di medicina generale, dei servizi sociali dei Comuni, del servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica), del servizio Adi; le modalità di informazione e comunicazione rivolte alla popolazione e le modalità di attivazione della rete (risorse attivabili). “Questo piano serve per far sì che i diversi attori sappiano cosa è necessario fare per tenere monitorata e sotto controllo la situazione - ha detto il dg - Tutta questa serie di azioni hanno l’obiettivo di intercettare le diverse situazioni ed intervenire, ove possibile, anche a domicilio”. Ricordiamo anche che le fasce più a rischio sono anziani, bambini da 0 a 4 anni, diabetici, ipertesi, soggetti sofferenti di malattie venose, persone non autosufficienti, soggetti affetti da patologie renali e soggetti sottoposti a trattamenti farmacologici

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