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Luce pubblica

La piazza e le strade del centro lasciate al buio

Uno spettacolo tristissimo (che Rovigo di certo non merita) che si inserisce in una costosa storia di vecchia data

10/01/2022 - 19:50

Nel giorno in cui Consip quasi tentato una difesa dell’indifendibile, ovvero la gestione della pubblica illuminazione a Rovigo (che - decisa dalla giunta Piva - nel corso degli anni è costata alle casse pubbliche quasi 3 milioni di euro in più rispetto a quello che si sarebbe pagato con l’affidamento ad un privato, come mostrano i conti dei comuni vicini) la replica - ironia di una sorte quasi beffarda - arriva direttamente da una delle due piazze centrali di Rovigo.
Così alle 20 di lunedì 10 gennaio si presentavano piazza Garibaldi (non un luogo qualunque della città) e l'adiacente via X luglio, lasciate per ore desolatamente al buio. Guasto? Può essere. Dimenticanza? Anche questo non è da escludere visto che nelle ultime settimane la pubblica illuminazione era rimasta spenta per non creare “intralcio” alle luminarie di Natale.
Qualunque sia il motivo, di certo non è stato reso un bel servizio alla città, con una parte del centro storico restata a lungo e desolatamente al buio. Questo è certo.
E se qualcuno ha sbagliato (o ha dimenticato qualche comunicazione) forse è il momento di chiedergli conto, in attesa di liberarsi di un costoso fardello che, come ha detto il sindaco Edoardo Gaffeo, è uscito da un cassetto gradito come una... scoria nucleare.
Dunque Consip si è difesa diffondendo una nota in cui si ripete quello che viene detto da anni, da quando ottenne di gestire l’affidamento diretto da parte del Comune, ovvero che le iniziative del Consip vengono poi affidate al mercato attraverso una gara in grado di garantire economie di scala a fronte di un canone certo e noto in anticipo, e garantisce una riqualificazione degli impianti, remunerata con il risparmio energetico generato.
Fin qui, indicativamente, quello che sarebbe stato previsto da una convenzione onerosa e i cui risultati di certo non si sono visti in tutti questi anni, a partire proprio dall’epoca in cui amministrava chi aveva effettuato l’affidamento, passando per la giunta del sindaco Bergamin (il primo a tuonare contro la decisione dei suoi predecessori) per arrivare alla giunta Gaffeo e all’annuncio del sindaco di volere ripensare da zero l’annosa (e costosa per le casse pubbliche) vicenda.
Poi, come se non bastassero conti e parole, il buio in cui è sprofondato il centro storico ieri sera, da solo vale più di mille parole e di altrettante congetture. Forse è arrivato davvero il momento di fare punto e a capo.

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