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CORONAVIRUS IN POLESINE

“I parrucchieri debbono chiedere il green pass"

L'appello dell'associazione di categoria

No Green Pass, no stipendio

14/01/2022 - 10:10

Tiziana Chiorboli interviene sulla questione Green pass per clienti di parrucchieri e estetiste. La polesana, presidente della Federazione benessere di Confartigianato Imprese Veneto, guarda con ottimismo all’introduzione della certificazione base, per i clienti, dalla prossima settimana: “Vogliamo educare i nostri clienti ad adottare i corretti comportamenti a tutela della loro salute e della sicurezza di tutti. Ma serve massimo rigore contro gli abusivi”, dice.

L’evoluzione della pandemia e la diffusione rapida della variante Omicron ha indotto il governo ad attuare provvedimenti di maggiore protezione per evitare la diffusione incontrollata del Covid-19, che avrebbe effetti fortemente negativi anche sulle attività economiche. E così, a partire da giovedì prossimo anche i clienti delle attività di servizio alla persona (saloni di acconciatura, centri estetici, studi di tatuaggi e attività simili) per accedervi saranno tenuti ad esibire il Green pass nella versione “base”, cioè anche con tampone.

“Comprendiamo l’esigenza di attivare tutte le soluzioni possibili per evitare il ritorno ai lockdown, che tanto hanno penalizzato le nostre attività negli anni scorsi - spiega ancora Chiorboli - usciremo da questa situazione di stallo solo quando tutti i cittadini avranno adottato misure efficaci di protezione, e nel contempo ci sentiamo in dovere di trasmettere positività ai nostri clienti unitamente al benessere che garantiamo con i nostri servizi. Crediamo che la stragrande maggioranza delle persone abbia compreso la necessità di dotarsi di Green pass, e chi non vuol saperne di vaccinarsi ha comunque la possibilità di sottoporsi a tampone per recarsi nei nostri esercizi".

"Tuttavia, abbiamo bene a mente cosa è accaduto in situazioni simili lo scorso anno: la gente non rinuncia alla cura estetica del proprio corpo e temiamo un contraccolpo derivante dai servizi svolti abusivamente in casa. Per questo chiediamo con fermezza - conclude - che non si ripetano situazioni controproducenti già viste in passato: parrucchieri, tatuatori e estetiste garantiscono la massima professionalità e sicurezza nei loro esercizi, al contrario non può nuovamente succedere che gli abusivi esercitino indisturbati nelle loro case favorendo la diffusione del contagio. Serve tolleranza zero e quindi maggiori controlli e sanzioni”.

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