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La storia

Miccoli esce dal carcere di Rovigo e racconta le "sue prigioni"

L'ex calciatore ai servizi sociali. "I miei errori? Essere troppo disponibile e usare parole sbagliate".

Miccoli esce dal carcere di Rovigo e racconta le "sue prigioni"

Fabrizio Miccoli, detenuto a Rovigo

Fabrizio Miccoli esce dal carcere di Rovigo, dopo sei mesi di detenzione: il tribunale del Riesame di Venezia gli ha infatti concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali.

 Accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, è stato condannato a tre anni e tre mesi di reclusione: spontaneamente, e a sorpresa, a fine 2021 si era presentato al carcere di Rovigo per scontare la sua condanna.

 Ieri, con un post su Instagram, ha raccontato le su prigioni. "Dodici anni fa ho fatto un grosso errore. Uno di quelli che ti cambiano la vita. Avevo tutto. Ero il capitano del Palermo, facevo il lavoro che avevo sempre sognato di fare fin da bambino e la gente di Palermo mi faceva sentire a casa. In questi 12 lunghissimi anni ho sempre preferito il silenzio. Ho letto di tutto ma non ho mai replicato. Quando sei un calciatore in Serie A hai tante attenzioni. Tante persone vogliono un pezzo di te. Tanti ti conoscono ma tu non conosci nessuno. Non sai di chi ti puoi fidare. In realtà ho fatto più di un errore. Il primo grosso errore è stato quello di essere sempre disponibile con tutti. Chi viveva a Palermo in quegli anni... sa. Il secondo errore è stato quello di usare parole sbagliate, parole che non pensavo e mai penserò. Spesso quando sei al top ti senti invincibile... invece sei solo umano".

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