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Dipendenza da internet? Le regole per una giusta fruizione della rete

Dipendenza da internet? Le regole per una giusta fruizione della rete

Come ogni strumento che si rispetti, per poter sfruttare al meglio le potenzialità della rete occorre seguire alcune regole imprescindibili. La rete, infatti, non è soltanto un agglomerato di opportunità per tutti. In casi estremi può rappresentare un rischio, per la nostra sicurezza informatica e per quella personale. L’impatto che lo sviluppo delle tecnologie, l’utilizzo della rete, degli smartphone e il loro uso eccessivo possono avere in periodi sensibili dello sviluppo cerebrale come il periodo adolescenziale non sono ancora pienamente valutabili.

La tecnologia comporta una modificazione dei concetti di tempo e spazio, permettendo di osservare una profonda accelerazione dei ritmi di vita e allo stesso tempo riducendo le distanze. Molto importante è leggere i dati forniti dall’Istat. Secondo questi quasi il 95% dei ragazzi tra i 14 e 19 anni utilizza internet. Gli studi internazionali segnalano che l’utilizzo della tecnologia può diventare problematico in una percentuale compresa tra l’1 e il 4% circa di questi ragazzi. In Italia sono stimati in 300 mila tra i 12 e i 25 anni quelli con dipendenza da internet. Ragazzi che sviluppano una vera e propria dipendenza da internet o dal gaming o dai social network, possono farlo a discapito anche della propria vita reale, scolastica e di relazione, rischiando di isolarsi e “perdere il treno” della propria adolescenza ovvero di un periodo fondamentale nella creazione delle competenze emotive, affettive e relazionali.

Di questi circa il 10% (dati ISTAT) si dichiara globalmente insoddisfatto della propria vita, delle loro relazioni amicali, familiari e della loro salute. Questo dato segnala che un numero estremamente significativo di giovani è in una situazione di difficoltà emotiva, confermata dalla prevalenza, sempre attorno al 10%, di forme depressive o ansiose in questa fascia d’età. È a questi 800 mila giovani che bisogna prestare attenzione facilitando il riconoscimento di tutti quei fattori “tossici” che possono favorire l’esordio e il mantenimento di patologie psichiche. 

Cosa fare in caso di dipendenza da Internet

Secondo la definizione dell’American Psychiatric Association, sono sette i principali sintomi tipici del disturbo, che segnalano una dipendenza (addiction) dal web: il bisogno di trascorrere tempo online per ottenere soddisfazioni personali; mancanza di interesse per la realtà; ansia e depressione nel caso in cui non si abbia accesso alla Rete; l’impossibilità di smettere di controllare gli eventi del web; la necessità di ricorrere a internet con più frequenza rispetto al solito; il passare molto tempo connessi; utilizzare internet nonostante evidenti problemi fisici, lavorativi e sociali.

Uno dei primi centri d’Italia che si sono specializzati in questa patologia ha sede presso il policlinico Gemelli di Roma. «Per guarire», spiega Eugenio Aguglia, presidente della Società italiana di psichiatria, «esistono due tipi di approccio: da un lato psicofarmaci e psicoterapie, dall’altro la risocializzazione, ovvero l’accoglienza in comunità popolate da altri ragazzi con lo stesso problema». Ovviamente non tutti i trattamenti per risolvere il problema sono uguali. Anche perché se si è soliti trascorre molto tempo giocando online, come ad esempio a NetBet casino live, oppure agli altri giochi presenti in rete, di certo non vuol dire che si ha una dipendenza.

Come per altre forme più severe di disagio psicologico è possibile ricorrere a trattamenti brevi e mirati. Anche nei confronti di queste “nuove dipendenze” sono state messe a punto, ad oggi, delle modalità di intervento particolarmente innovative ed efficaci.  L’approccio strategico in particolare, potrebbe essere definito come l’arte di risolvere complicati problemi attraverso apparentemente semplici soluzioni.

Esso rappresenterebbe quindi una sorta di “rivoluzione copernicana” nell’ambito della psicoterapia, poiché dimostrerebbe come, anche di fronte a difficoltà psicologiche molto complesse o di lunga durata, sia sempre possibile trovare rapidamente una soluzione, che non sarà mai altrettanto complicata o di difficile applicazione, ma bensì immediatamente realizzabile nella quotidianità della vita di ogni essere umano.

In tutte le forme di dipendenza da Internet, la famiglia del paziente è sempre molto coinvolta. Pertanto si rende necessario utilizzare una importante prima di intervento: la cosiddetta “congiura del silenzio”. Si tratta di una particolare prescrizione di comportamento che interrompe le tentate soluzioni fallimentari. Queste, infatti, anziché risolvere il problema, continuano ad alimentarlo. La prescrizione prevede di chiedere chiedere ai familiari di evitare di intervenire in qualunque modo nei confronti del problema o anche solo di parlarne, ma di limitarsi ad osservarlo.

L’intervento con il paziente si diversifica a seconda della struttura che sta alla base del disturbo. Nelle patologie basate sul piacere, il rituale compulsivo gradevole verrà trasformato in un’esperienza obbligatoria e fastidiosa, una sorta di “tortura”. Si prescriverà quindi, ad esempio, al giocatore d’azzardo di puntare ogni giorno una somma prestabilita, anche qualora non avesse voglia di farlo; alla “malata di shopping”, di spendere ogni giorno una determinata cifra in negozi virtuali e così via.

Nei casi invece in cui il meccanismo fondamentale alla base della patologia sia il tentativo di mantenere un controllo, si seguirà una logica differente.

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