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Turismo

Delta del Po, una terra tutta da scoprire

Da Scano Boa alla spiaggia delle conchiglie, uno spettacolo unico

Ma quali sono i vostri luoghi del cuore? Per dare una logica a questa guida siamo partiti da questa domanda, e l’abbiamo posta a chi vive a più stretto contatto con il proprio territorio. A chi conosce la gente come le sue tasche, i sapori e i saperi di una terra tutta da scoprire. E da raccontare.
Il Parco del Delta del Po è uno scrigno di ricchezze e di biodiversità davvero enorme. Dovunque ci si volti si scopre un paesaggio, uno scorcio mozzafiato: da una spiaggia deserta e raggiungibile solo in barca ad una laguna abitata da migliaia di fenicotteri rosa. Perché qui, nel Delta, nulla è impossibile.
Fatte queste premesse, per Moreno Gasparini, presidente del Parco del Delta del Po Veneto, indicare solo due mete è davvero difficile.
“Ne dico due, anche se potrei andare avanti all’infinito perché tutto il Parco è spettacolare”.
Ed eccoli i due luoghi del cuore, scelti fra quelli più nascosti e difficili da raggiungere.
“Le nostre spiagge sono speciali, la Sacca degli Scardovari è maestosa, il Giardino botanico è una perla. Fatta questa premessa dico: Scano Boa e l’isola delle conchiglie e quella dei gabbiani”.
Scelte davvero mozzafiato: non semplici da raggiungere, ma che da sole valgono un’intera vacanza.
La Spiaggia dei Gabbiani si trova in una delle zone più isolate e selvagge del Delta, alle foci del Po di Goro e della Gnocca. Tecnicamente è uno “scano” (o scanno), vale a dire un banco di sabbia che nel corso degli anni si è consolidato fino a diventare un’isola sospesa fra la laguna e il mare. Un’isola di sabbia sulla quale crescono solo arbusti, i più resistenti alla salsedine. Una volta sulla spiaggia (per arrivarci il modo migliore è chiedere un “passaggio” ai pescatori di Santa Giulia, che vi guideranno attraverso un dedalo di canne e canali) vi ritroverete circondati da un ambiente unico: una spiaggia liscia, coperta di conchiglie ma anche di tronchi portati dalla corrente. Se la percorrerete fino in fondo in direzione nord arriverete quasi a sfiorare l’isola dell’amore. Tecnicamente è in provincia di Ferrara, ma si raggiunge in traghetto partendo dal faro di Bacucco, nel Delta polesano.
L’isola delle conchiglie è invece una spiaggia lunga e larghissima che si trova subito sotto Bonelli, nel comune di Porto Tolle. Fuori stagione è una delle mete preferite dai polesani per lunghissima passeggiate fra tronchi levigati dal mare e migliaia di conchiglie. Durante l’estate resta una meta che, per quanto non sia difficile da raggiungere, garantisce sempre privacy e tranquillità.
E infine Scano Boa, un’isola solitaria in cui è possibile incontrare in poche centinaia di metri quadrati il fascino  della natura incontaminata e il sapore della cultura.


E’ di gran lunga la più conosciuta fra queste piccole isole di sabbia visto che è stata raccontata in diversi libri (fra cui uno famoso delle scrittore polesano Gian Antonio Cibotto) ed è stata immortalata anche in numerosi film. Quando si arriva nel Delta, Scano Boa è una tappa imprescindibile. E’ una spiaggia dorata e deserta, allo sbocco del Po di Pila in cui si possono ammirare gli esempi più affascinanti dei tipici casoni di valle, le costruzioni di canne utilizzate da pescatori e cacciatori. Arrivarci non è semplice. Si raggiunge solo in barca e il punto di partenza migliore è dall’attracco sul grande Fiume che si trova a Pila da dove partono le speciali barche a fondo piatto, le uniche in grado di muoversi fra i fondali bassi della laguna. E’ la quintessenza del Delta del Po. Un Delta talmente bello che non esiste. O no? Scrive Cibotto: “...Il Delta Padano, per esempio, non esiste. Lo stesso dicasi, a maggior ragione, per Scano Boa. Io lo so, ci sono vissuto”.

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