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BASEBALL SOFTBALL CLUB ROVIGO

Rovigo e Staranzano uniscono le forze e si iscrivono al campionato italiano di baseball per ciechi

Per la prima volta nella sua storia il Baseball Softball Club Rovigo schiererà una formazione al via del campionato italiano per ciechi

Tra le tante squadre rossoblù che nella prossima stagione calcheranno i diamanti di tutta Italia ce ne sarà anche una davvero speciale. Per la prima volta nella sua storia il Baseball Softball Club Rovigo schiererà una formazione al via del campionato italiano per ciechi. Si tratta di una tappa importante nell’ambizioso iter iniziato dalla società rodigina un paio di anni fa con il progetto “Clutch BXC. Il suono del baseball”, ideato dal club rossoblù con la collaborazione di AIBXC (Associazione italiana baseball per ciechi) e sostenuto grazie al bando proposto dalla Fondazione Vodafone, “OSO – Ogni sport oltre”. Un progetto nel quale ha creduto fin da subito anche Itas Mutua, main sponsor del Baseball Softball Club Rovigo, che non ha fatto mancare il suo appoggio. Nonostante le ovvie difficoltà generate dall’arrivo della pandemia, l’idea di creare a Rovigo un punto di riferimento sportivo per tutte le persone non vedenti e ipovedenti non ha mai perso intensità. Grazie alla collaborazione con lo Staranzano, ora anche l’iscrizione al campionato nazionale è diventata realtà.

“Il Baseball Softball Club Rovigo è tra le società con più formazioni a livello nazionale e ora può vantare anche una squadra di atleti ipovedenti – spiega Loris Bucca, che coordina il progetto rossoblù – Abbiamo iniziato lo scorso anno con un piccolo gruppo e ora siamo ancora in piena fase di promozione. Abbiamo deciso di unire le forze con lo Staranzano per iniziare anche la stimolante avventura del campionato nazionale”. Ma l’aspetto agonistico è secondario rispetto alle priorità sociali su cui poggia il progetto. “Stiamo portando avanti questa attività cercando di collaborare con le sezioni dell’Associazione nazionale per ciechi della provincia di Rovigo e delle province limitrofe – continua Bucca – Il Covid purtroppo ha aumentato l’isolamento delle persone non vedenti e il nostro obiettivo principale è coinvolgerle in un contesto sportivo che possa aiutarle ad acquistare autonomia, a inserirsi nel tessuto sociale. Vogliamo che si parli del nostro progetto per accogliere al campo chiunque voglia provare questa disciplina. Sarebbe bello se Rovigo diventasse un polo per tutto il Veneto in cui dare la possibilità alle persone non vedenti di mettersi alla prova con mazze e guantoni in totale sicurezza”.  

La neonata squadra vestirà la maglia dello Staranzano, che conta qualche atleta in più rispetto al gruppo rodigino, ma alcune partite saranno giocate anche sul diamante di via Vittorio Veneto a Rovigo. Si partirà nel primo weekend di maggio. Nel girone del Nord Italia con lo Staranzano-Rovigo ci sono formazioni di Milano, Brescia, Firenze e della Sardegna. “Abbiamo iniziato la scorsa settimana con i primi allenamenti individuali per curare soprattutto la preparazioni fisica e i fondamentali – spiega Bucca – Naturalmente questo progetto non è nato con l’obiettivo di partecipare a un campionato, ma anche la parte agonistica ha la sua importanza. Si scende in campo per vincere e la cosa fondamentale è che una volta schierati sul diamante non ci sono più differenze, la disabilità sparisce e tutti sono solo semplicemente giocatori di baseball. Il principio trainante del nostro sport è la sicurezza: ogni regola è stata pensata per evitare qualsiasi rischio agli atleti e garantire la massima tutela”.

Le porte del campo della Tassina sono aperte a qualsiasi persona cieca o ipovedente che volesse provare il baseball, contando su un ambiente strutturato e consolidato come quello del Baseball Softball Club Rovigo. “Col nostro progetto siamo pionieri in una società che ha già una storia importante alle spalle – ricorda Bucca - Mi aspetto che tante persone vengano a conoscenza della nostra realtà e ci vengano a trovare al campo. Dobbiamo portare il baseball per ciechi anche alla portata del pubblico rodigino e, perché no, trasformarlo in un fiore all’occhiello per l’intera città”.

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