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Improvvisa frana nel Cadore <br/> provoca tre vittime e molti danni

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06/08/2015 - 15:30

BELLUNO - A poche settimane dal tornado nella Riviera del Brenta, il Veneto fa di nuovo i conti con i disastri del maltempo. Colpita stavolta la zona delle Dolomiti.

Improvviso e violento l’acquazzone che martedì sera si è abbattuto soprattutto sulla zona del Cadore, provocando una serie di frane che hanno seminato morte e distruzione. La più grave causata dal torrente Rù Secco, a San Vito di Cadore, pochi chilometri a Sud di Cortina d’Ampezzo, ha travolto cinque auto, una con una coppia di origine ceca, che bivaccavano nell’abitacolo in attesa, probabilmente, di partire presto per un’escursione in quota.

La turista, 43 anni, è stata salvata, in avanzato stato di ipotermia, dai vigili del fuoco, mentre il corpo privo di vita del compagno, 56 anni, è stato recuperato soltanto ieri all’alba poco distante. La donna ha cercato di trattenerlo per un braccio, ma la forza dell’acqua lo ha trascinato fuori dal veicolo ed i vigili del fuoco lo stanno cercando lungo il torrente sottostante.
Durante le ricerche del l’uomo sono stati poi rinvenuti i corpi senza vita di altre due persone, uno un chilometro circa sotto la briglia dove si è fermata l’auto della coppia, l’altro molto più a valle. Si tratterebbe di una giovane ragazza e di un altro uomo, entrambi quasi certamente di nazionalità straniera (probabilmente tedeschi).

Interrotta per alcune ore la statale di Alemagna, con conseguente isolamento di Cortina, poiché è rimasta bloccata anche la strada alternativa, quella di Auronzo, per una colata di fango in località Giralba. L’arteria è stata poi riaperta a senso unico alternato.

Sul versante del monte Antelao sopra San Vito di Cadore e Borca, le frane hanno fatto tracimare il torrente Rù Secco, riversando tonnellate di materiale nella centralissima piazza Antelao, dove si registrano ingenti danni ad abitazioni e attività commerciali. Spazzata via una parte della seggiovia San Marco. La frana, circa 100 mila metri cubi di fango e sassi, era stata rilasciata dal sovrastante monte Antelao ancora l’anno scorso e si era fermata in quota, alle spalle del paese. La tromba d’acqua l’ha rimessa in movimento ed è scivolata in basso distruggendo la strada del rifugio Scotter.

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