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Scuole senza professori, la polemica di Zaia contro il piano di assunzioni

Istruzione

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13/01/2017 - 15:35

Scuole senza professori al Nord, istituti sovraffollati al Sud: il presidente del Veneto Luca Zaia si scaglia contro il piano di assunzioni Renzi/Faraone mettendo in evidenza le criticità del provvedimento.



Le cattedre vacanti, in Veneto, sarebbero ben 7mila, una carenza da imputare, secondo Zaia, ai difetti strutturali del piano di assunzione varato da governo Renzi. A creare il disastro sarebbe stata l’applicazione dell’algoritmo che regola i trasferimenti a livello nazionale, senza tener conto di un aspetto importante: nella scelta della sede in cui prestare servizio, i docenti con più punti in graduatoria hanno la priorità.



“Sarebbe stato sufficiente – spiega il presidente veneto - ritirare tutto, correggere i risultati e rinnovare la pubblicazione”. All’inghippo, invece, si è cercato di porre rimedio attraverso le pochissime conciliazioni concesse dal Ministero.



“I docenti non soddisfatti, però – spiega il presidente illustrando la situazione – hanno fatto ricorso ai giudici del lavoro che hanno ordinano al Ministero di assegnare ai ricorrenti una sede di lavoro nella provincia”.



Ed ecco come, a detta di Zaia, si è creato il baratro: “Gli Uffici provinciali del Sud – spiega il presidente – hanno assegnato i docenti ricorrenti a una scuola anche se non esistono più cattedre con ore di docenza disponibili, creando un allucinante soprannumero; al Nord intanto è esploso il caos, il sistema di assegnazione delle supplenze è andato in tilt, e gli istituti sono rimasti senza supplenti”.



“Chi pagherà i costi di questa follia? Come sempre il Veneto e il Nord” - conclude amaramente il presidente.


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