you reporter

AGRICOLTURA

"Tutelare le eccellenze dei nostri prodotti"

Il commento del presidente di Coldiretti Carlo Salvan sulla nuova Pac

Carlo Salvan è stato eletto vicepresidente regionale

Carlo Salvan, presidente provinciale Coldiretti Rovigo

25/11/2021 - 10:47

Strasburgo ha dato, martedì, il via libera alla nuova Politica Agricola Comune: dei 387 miliardi che la Ue destina alle politiche agricole fino al 2027, 50 (compreso il cofinanziamento) andranno all'Italia. Dopo un passaggio formale in Consiglio, prima della fine dell'anno, la nuova Pac entrerà in vigore l’1 gennaio 2023. 

“La Pac garantisce il reddito agli agricoltori – commenta Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Rovigo – coloro che offrono a tutti indistintamente alimenti sani, nelle giuste quantità, preservando le risorse naturali e contribuendo alla lotta al cambiamento climatico, con più ricerca e innovazione”. 

La futuro Politica Agricola Comune (Pac) gestirà l’intero mondo agricolo dal 2023 al 2027. Dopo un negoziato lungo e complesso, il risultato è migliorativo rispetto alla proposta iniziale del 2018, in termini di risorse e di strumenti per affrontare le ambiziose sfide poste dal Green Deal europeo, per uno sviluppo del settore che sia sostenibile da un punto di vista economico, ambientale e sociale.  “Ma il giudizio, a oggi sulla futura Pac – prosegue Salvan - non può che essere parziale perché bisogna lavorare a livello nazionale per tradurre in misure semplici ed efficaci gli indirizzi dell’Ue, dall’innovazione alle politiche per favorire il ritorno alla terra delle nuove generazioni. Serve un Piano Strategico Nazionale per la crescita e lo sviluppo con azioni semplici da applicare che garantiscano la giusta sostenibilità economica all’attività agricola”.

 “Quello che chiediamo all’Europa è più coerenza su alcune politiche – afferma Carlo Salvan- bisogna andare in contro a tutte le misure che assicurano più trasparenza di processi e prodotti, come l’obbligo dell’etichettatura d’origine, e che garantiscano competitività agli agricoltori europei sul piano mondiale promuovendo e applicando il concetto della reciprocità negli standard produttivi in modo che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, il lavoro e la salute. Continuiamo a dire no a ogni tentativo di banalizzazione e omologazione del modello agricolo italiano ed europeo, dicendo quindi “no” ai finanziamenti alla produzione di carne in laboratorio o all’introduzione di etichette a semaforo come il Nutriscore. In questo contesto va impedito anche l’annacquamento del vino nel processo di dealcolazione attraverso l’autorizzazione di dubbie pratiche enologiche. Infine, vanno riconosciuti e meglio attenzionati i problemi legati agli insetti alieni e la protezione quindi delle nostre colture di punta, come la frutta e i cereali”. 

“Per essere un esempio per tutta l’Europa – conclude Salvan -, chiediamo all’Italia di prevedere la condizionalità sociale, che subordina la concessione degli aiuti comunitari al rispetto, da parte delle aziende agricole, dei contratti e delle leggi sul lavoro”.

 

 

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl