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CRONACA

Fratellini violenti, nessuna comunità li accoglie

Ottanta rifiuti, restano ricoverati in ospedale a Padova

Fratellini violenti, nessuna comunità li accoglie

Non si trova una struttura disposta ad accoglierli. Due fratellini protagonisti di gravi episodi di violenza a Monselice restano ricoverati nel reparto di neuropsichiatria infantile dell’ospedale di Padova dopo circa 80 dinieghi ricevuti da comunità in tutto il Veneto.

Un caso complesso senza soluzione

I due minori sono seguiti da mesi dai servizi sociali e dalle autorità, ma al momento non esiste una collocazione alternativa all’ospedale. Le strutture contattate hanno rifiutato l’accoglienza a causa della complessità del quadro clinico e comportamentale, che richiede assistenza specialistica continua.

Il terzo fratello, più piccolo, è stato invece inserito in una comunità fuori provincia.

Ricovero e tentativi di fuga

I due ragazzi si trovano in reparto da circa cinque mesi. Durante il ricovero hanno tentato più volte di allontanarsi, rendendo necessario anche l’intervento della vigilanza privata per garantire la sicurezza.

Gli operatori sottolineano come la permanenza in ospedale non possa essere una soluzione a lungo termine.

Una storia segnata da violenza e disagio

Gli episodi che hanno portato all’intervento delle autorità risalgono al novembre 2025, quando i fratelli avevano seminato il panico in città:

  • lancio di sassi contro auto e negozi
  • aggressioni a passanti e forze dell’ordine
  • oggetti scagliati dal terrazzo, tra cui coltelli e biciclette

Situazioni che hanno evidenziato un forte disagio e portato all’intervento dei servizi sociali.

Il ruolo del tribunale

La vicenda è arrivata all’attenzione della Procura per i minorenni e del Tribunale per i minorenni di Venezia, che ha autorizzato l’allontanamento dei bambini dalla famiglia e l’adozione di misure di tutela.

Da quel momento è iniziata la ricerca di una struttura adeguata, finora senza esito.

Un sistema in difficoltà

Il caso mette in luce una criticità più ampia: la difficoltà nel trovare strutture in grado di gestire minori con problematiche complesse e bisogni sanitari elevati.

Una situazione che lascia i due fratelli in una condizione sospesa, tra esigenze di cura, sicurezza e tutela, ancora senza una soluzione concreta.

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