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CRONACA

Detenuto corre a Padova la mezza maratona

Permesso speciale per un 58enne del Due Palazzi, lo sport come sostegno quotidiano

Detenuto corre a Padova la mezza maratona

Dalla cella alla linea d’arrivo. Tra i protagonisti della Padova Marathon c’è anche un detenuto di 58 anni del carcere Due Palazzi, che ha completato la mezza maratona in un’ora e 50 minuti, centrando l’obiettivo di restare sotto le due ore.

Il permesso e la gara
Per partecipare, l’uomo ha ottenuto l’autorizzazione del giudice, oltre al certificato medico agonistico e all’iscrizione a un gruppo podistico. L’arrivo in Prato della Valle ha segnato per lui un momento speciale: non tornava in città da oltre vent’anni.

Allenamenti tra le mura del carcere
La preparazione è avvenuta all’interno del Carcere Due Palazzi, dove le condizioni non sono semplici.

Gli allenamenti sono limitati a pochi giorni a settimana e a spazi ridotti, ma il supporto dei volontari e di un gruppo podistico ha reso possibile il percorso.

Lo sport come equilibrio
Per il detenuto, condannato all’ergastolo, la corsa rappresenta molto più di un’attività fisica. È un modo per gestire lo stress e mantenere equilibrio mentale, in un contesto complesso come quello carcerario.

Il sostegno della famiglia
Determinante anche il supporto dei familiari, che lo hanno accompagnato nel percorso personale e sportivo. Dopo la gara, il runner ha potuto trascorrere del tempo con loro, rendendo la giornata ancora più significativa.

Un traguardo simbolico
I 21 chilometri della mezza maratona assumono un valore particolare, simbolicamente legati agli anni trascorsi in carcere.

Un’esperienza che il protagonista spera di ripetere, dimostrando come lo sport possa diventare uno strumento di riscatto e resistenza personale, anche nelle situazioni più difficili.

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