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Toscana

Alla scoperta del centro storico di Santa Fiora

Situato nel versante meridionale del Monte Amiata e circondato da castagni, l’esteso centro storico di Santa Fiora, in provincia di Grosseto, si sviluppa su un colle ed è diviso in tre terzieri.

Alla scoperta del centro storico di Santa Fiora

Per una fuga primaverile, magari sfruttando l’imminente ponte del primo maggio vi consigliamo una meta davvero suggestiva che si trova nella magica Toscana: Santa Fiora.

Situato nel versante meridionale del Monte Amiata e circondato da castagni, l’esteso centro storico di Santa Fiora, in provincia di Grosseto, si sviluppa su un colle ed è diviso in tre terzieri: Castello, Borgo, Montecatino, digradanti in successione dai castagni alle sorgenti del fiume Fiora.

Cosa vedere:

Iniziate la vostra visita dal terziere di Castello, la parte più antica del paese. La sua originale piazza medievale è dominata dai resti delle strutture fortificate aldobrandesche (la torre, i basamenti a scarpa, la torretta dell’orologio) e dal Palazzo dei conti Sforza Cesarini, oggi adibito a sede comunale. Nei fondi del Palazzo si trova il Museo delle miniere di mercurio del Monte Amiata, che testimonia la storia delle miniere e il lavoro dei minatori con un allestimento che ripropone la discesa in miniera. Si prosegue quindi per la Piazza del Suffragio, passando poi per Piazza dell’Olmo e Piazza San Michele, dominata da una rappresentazione in peperino del santo che calpesta il demonio, a tutto tondo e a grandezza naturale. Si giunge così alla Pieve delle Sante Flora e Lucilla, che ospita una delle maggiori collezioni al mondo di robbiane (terracotte invetriate di Luca e Andrea Della Robbia).

Da piazza dell’Arcipretura attraverso la porta medievale detta Porticciola (che chiudeva a sud le mura del terziere del Castello) si entra nel terziere di Borgo. Si prosegue verso il Santuario del SS. Crocifisso, nel cui coro si conserva il cinquecentesco crocifisso miracoloso molto venerato dalle popolazioni locali. Da qui si prosegue verso il parco di Sant’Antonio, realizzato dove era situato l’omonima chiesa con il convento delle clarisse.
Procedendo da via Lunga si entra nella zona del Ghetto degli ebrei dove sorgeva, un tempo, la Sinagoga, e da questa si arriva alla caratteristica piazzetta del Borgo. Passando porta San Michele si giunge nel terziere di Montecatino, la parte più nuova. Qui un tempo, favorite dall'abbondanza delle acque, fiorirono diverse manifatture. Ma l’interesse è subito catturato dall’insolito specchio d’acqua che si apre, finalmente vicino e ormai a portata di mano: quella splendida Peschiera che, secondo Cesare Brandi, sembra un luogo ariostesco, assolutamente indimenticabile e che vale da sola un viaggio. La Peschiera è un suggestivo parco-giardino sforzesco e la vicina chiesa della Madonna delle Nevi sorge sopra le sorgenti del fiume Fiora, visibili sotto il pavimento in vetro.

Cosa mangiare:

La cucina tradizionale della provincia di Grosseto è legata più ai prodotti dell’entroterra che della costa, dando vita a piatti nutrienti e dai sapori forti. Iniziate il vostro pasto assaggiando i crostini ai fegatini e proseguite con la celebre acquacotta, una minestra di verdure da versare su fette di pane casereccio, magari abbrustolito, cui si aggiungono lardo o guanciale e uova. Se preferite la pasta dovete provare invece i tortelloni maremmani, ossia ravioli ripieni con ricotta e spinaci e conditi con ragù e parmigiano. Per secondo ordinate il cinghiale in umido o il buglione d’agnello, una zuppa, insaporita con odori, vino, aceto e naturalmente pane.
Concludete la vostra degustazione di piatti tipici con lo sfratto, un dolce squisito fatto di uno strato sottile di pasta che nasconde un ripieno di miele, noci, scorzette di arancia, anice e noce moscato.

Come arrivarci:

Partendo da Rovigo potrete raggiungere Santa Fiora in poco meno di 4 ore di viaggio in automobile. In alternativa potete viaggiare in treno, raggiungendo la Stazione di Civitella, per poi prendere un autobus diretto a Santa Fiora.

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