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L'arbitro pretende i permessi di soggiorno, il caso non si placa

Nel referto non si troverebbe traccia di quanto segnalato

L'arbitro pretende i permessi di soggiorno, il caso non si placa

Non si placa la polemica sul caso verificatosi domenica scorsa a Polverara, prima della gara di Seconda Categoria tra San Fidenzio e San Precario. A distanza di alcuni giorni emergono nuovi elementi e testimonianze che alimentano il confronto tra le parti e portano la vicenda all’attenzione degli organismi federali.

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A riferire ulteriori dettagli è un giocatore della formazione padovana, che ha assistito direttamente alla scena. Secondo il suo racconto, uno dei due atleti coinvolti avrebbe mostrato il permesso di soggiorno, manifestando sorpresa per una richiesta mai ricevuta nei sei anni di attività calcistica in Italia. "Ti spiego come funziona, siamo in Italia e io devo verificare che tu abbia il diritto di essere qui", sarebbe stata la replica dell’arbitro.

L’episodio risale alla fase di riconoscimento dei calciatori, quando, durante il controllo delle distinte ufficiali, il direttore di gara avrebbe richiesto un’ulteriore verifica documentale per due giocatori extracomunitari della squadra ospite. La richiesta ha generato contestazioni immediate da parte dei dirigenti del San Precario.

Nei giorni successivi la società padovana ha diffuso una nuova nota ufficiale, ribadendo la propria posizione. I vertici della polisportiva sottolineano come, secondo quanto dichiarato, i documenti d’identità dei giocatori fossero stati regolarmente presentati in originale, come previsto dalle procedure. Viene inoltre evidenziato che la distinta di gara, firmata dall’arbitro, attesterebbe la regolarità della documentazione esibita.

La società contesta anche le motivazioni fornite dalla sezione arbitrale, che aveva ricondotto l’episodio a un possibile equivoco legato alla tipologia di documenti presentati. Secondo il San Precario, la richiesta sarebbe stata reiterata nonostante le spiegazioni fornite dai dirigenti e in assenza di analoghi controlli su altri atleti.

La vicenda è ora all’attenzione della Federazione italiana giuoco calcio e dell’Associazione italiana arbitri. Il presidente del Comitato regionale veneto della Figc, Giuseppe Ruzza, ha avviato una raccolta di informazioni per chiarire l’accaduto. "Sto sentendo le varie parti ed ho letto il referto arbitrale, che non fa cenno all’episodio", ha dichiarato.

La società padovana ha annunciato l’intenzione di trasmettere la documentazione e le testimonianze raccolte alla Procura federale. Nel frattempo è atteso un confronto tra i rappresentanti del Comitato regionale e quelli arbitrali per fare luce sulla vicenda e verificare eventuali responsabilità.

Il caso resta aperto e proseguono gli approfondimenti da parte degli organi competenti.

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