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ORRORE A PORTO VIRO

Padre ucciso a martellate in casa: arrestato e portato in carcere il figlio

Dopo alcune ore in caserma, dove è accorso anche il pubblico ministero, la svolta

22/02/2021 - 20:45

Lo scrupoloso sopralluogo di polizia scientifica, da parte degli esperti investigatori dei carabinieri di Rovigo, Adria e Porto Viro, ha confermato, per quanto si apprende a ora, la prima ipotesi sul fatto di sangue avvenuto, nel primo pomeriggio di lunedì 22 febbraio, al civico 50 di via Siviero a Porto Viro, al primo piano di una viletta bifamiliare di colore rosa (LEGGI ARTICOLO). Qui, infatti, secondo i primi riscontri, Gabriele Finotello, 29 anni, operatore sociosanitario, avrebbe ucciso, con più di un colpo di martello, alla testa e al busto, il genitore, Giovanni Finotello, 56 anni. Vivevano assieme. In una situazione, forse, non facile. Tanto che l'omicidio sarebbe da collegare a una lite, finita tragicamente, frutto di tensioni che da tempo si alimentavano. A facilitare la situazione non avrebbe contribuito, secondo le ipotesi attuali, il fatto che a volte il padre bevesse. I colpi mortali sarebbero stati vibrati in camera da letto.

Il figlio, di professione Oss, aveva un impiego stabile, a tempo indeterminato, in un istituto assistenziale, mentre il padre, dopo avere lavorato per un periodo come camionista, quindi come fruttivendolo, era attualmente senza occupazione. Probabile che anche questa situazione di precarietà possa avere contribuito a esacerbare tensioni latenti, sino al tragico epilogo. Giovanni era stato sposato con Stefania, dalla quale si era quindi separato. Due i figli della coppia: oltre a Gabriele, il maggiore, il minore, Davide, 26 anni, che lavora in un negozio di Porto Viro. Gabriele viveva col padre, Davide vive con la madre.

La lite si sarebbe verificata nel primo pomeriggio. Ignoti i motivi che la avrebbero accesa, mentre, il contorno, come detto, sarebbe quello di una relazione familiare non pacifica. E' stato, comunque, a quanto si apprende proprio il giovane a chiamare subito soccorso, dopo l'accaduto. Il genitore è arrivato vivo all'ospedale di Porto Viro, alla Casa di Cura Madonna della Salute, per poi spegnersi, però, poco dopo.

Il sopralluogo di polizia scientifica ha consentito di "congelare" la situazione, raccogliendo tutti gli elementi utili, poi, a quella che sarà la fase giudiziaria della vicenda. L'appartamento al primo piano della villetta è stato quindi sottoposto a sequestro penale, come di prassi avviene laddove si siano verificati reati di questa gravità. Sul fronte della ricostruzione dell'accaduto, ormai i contorni essenziali della vicenda paiono essere stati tracciati. Anche il martello utilizzato per colpire il genitore sarebbe stato immediatamente trovato e posto sotto sequestro, grazie anche all'atteggiamento, estremamente collaborativo, del 29enne.

Mentre l'ultimo sopralluogo era in corso nell'abitazione di via Siviero, nella caserma dei carabinieri di Porto Viro si svolgevano poi le formalità di rito in queste tragiche evenienze, alla presenza anche del pubblico ministero Andrea Bigiarini, accorso immediatamente da Rovigo. In serata, il giovane è stato portato in carcere a Rovigo, in stato di arresto, con l'ipotesi di reato di omicidio volontario.

 

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