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ROVIGO IN LUTTO

L'ultima volontà: "Venite senza divisa, da amici"

Centinaia di persone a San Bortolo per l'addio al maresciallo Nicola Laffusa

Lui in quella divisa credeva profondamente. Carabiniere, eccellente investigatore, vi aveva dedicato la vita. Per l'ultimo viaggio, però, ha voluto attorno i colleghi di una vita in veste di amici. Del resto, lo erano. Tutti. "Niente divisa, venite come amici a salutarmi", era stata l'ultima volontà di Nicola Laffusa, 51 anni, spentosi nella mattinata di domenica. Da mesi lottava contro un male che, alla fine, lo ha portato via ai suoi affetti (LEGGI ARTICOLO). Alla moglie Renata, ai figli Samuel ed Ilenia, ai genitori Mario e Carmelina, ai fratelli Mariella, Giuseppe e Lucio. Ma anche alle centinaia di persone che lo conoscevano e gli volevano bene.

Le stesse che hanno affollato ben oltre la sua capienza la chiesa di San Bortolo. In centinaia, appunto, vi hanno trovato spazio, mentre altrettanti sono rimasti sul piazzale, occupando anche parte del prato. C'erano, appunto, i colleghi dell'Arma. Ma anche poliziotti, finanzieri, vigili urbani, autorità civili e militari. Tanti sportivi e giovani atleti, perché Nicola, oltre che carabiniere, marito, padre, figlio, era anche un grande e appassionato sportivo. Allenatore di calcio, aveva guidato le giovani leve di Rovigo e San Bortolo.

Una dimostrazione di affetto commovente. Una consolazione, per quanto, per forza di cose, insufficiente, per i familiari di una persona speciale che se ne è andata troppo presto.

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