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"Carcere minorile, mancano personale, infermieri, servizi e sicurezza"

L'onorevole Nadia Romeo e i consiglieri comunali Diego Crivellari e Palmiro Franco Tosini all'attacco

"Carcere minorile, mancano personale, infermieri, servizi e sicurezza"

"Come riportano notizia di stampa il nuovo istituto penale per minorenni di Rovigo, inaugurato da pochi mesi, è stato recentemente interessato da gravi episodi che hanno riportato l’attenzione sulle condizioni complessive della struttura e sulla gestione dei giovani detenuti. In particolare, secondo anche quanto riportato da diversi organi di informazione, nella giornata del 12 aprile 2026 si sarebbero verificati momenti di forte tensione all’interno dell’istituto, con il coinvolgimento di alcuni detenuti – anche maggiorenni – che avrebbero posto in essere comportamenti insubordinati".

Comincia così l'interrogazione al ministro della giustizia dell'onorevole Nadia Romeo, incentrata sui fatti di sabato scorso, quando il carcere minorile è stato oggetto di una sollevazione da parte dei giovani detenuti, che ha mobilitato le forze dell'ordine della città.

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Non solo. L'intervento dell'onorevole del Pd, polesana, si focalizza anche su quanto accaduto ieri, quando, in serata, un giovane detenuto ha cercato di togliersi la vita, impiccandosi. Per fortuna, gli immediati soccorsi hanno consentito di salvarlo.

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"A distanza di pochi giorni - prosegue infatti l'interrogazione - nella serata del 14 aprile 2026, si è verificato un ulteriore episodio di estrema gravità: un giovane detenuto ha tentato di togliersi la vita all’interno della propria cella, impiccandosi, ed è stato salvato grazie al tempestivo intervento degli agenti della Polizia penitenziaria, per poi essere trasportato in ospedale; l’ interrogante ha recentemente effettuato una visita presso l’istituto penale per minorenni di Rovigo per verificare direttamente lo stato della struttura, le condizioni dei detenuti e il funzionamento complessivo dei servizi. Nel corso della visita è emerso come l’istituto sia di fatto ancora un cantiere: alcune aree risultano incomplete, diversi lavori non sono stati ultimati e mancano ancora infrastrutture essenziali per il pieno funzionamento della struttura".

"Particolari criticità riguardano il personale di Polizia penitenziaria: a fronte di una dotazione prevista di circa 45 unità, risultano attualmente in servizio circa 37 agenti - prosegue Romeo - risulta assente una mensa per il personale e la caserma attualmente in uso appare insufficiente ad accogliere ulteriori unità di Polizia penitenziaria. Sotto il profilo sanitario, si evidenzia la mancanza di un presidio stabile di sanità penitenziaria: il medico assegnato risulta ancora in carico alla casa circondariale ed è l’unica unità disponibile, mentre il personale infermieristico viene reperito dalla medesima struttura. Anche i farmaci sembrano essere forniti attingendo alle disponibilità della casa circondariale di Rovigo".

"Ulteriori criticità riguardano l’assenza di un piano di sicurezza pienamente operativo, strumento fondamentale per la gestione delle emergenze, e il fatto che, in occasione degli episodi di tensione, non risulterebbero attivati i gruppi specializzati quali il Gruppo di intervento operativo (Gio) o il Gruppo di intervento regionale (Gir), dotati di specifica formazione e attrezzature per tali situazioni. Si segnala inoltre come il personale di Polizia penitenziaria attualmente in missione presso l’istituto non abbia ricevuto indicazioni certe sui tempi di corresponsione delle indennità, né adeguato supporto logistico, trovandosi spesso a dover provvedere autonomamente alla sistemazione abitativa".

"Permangono infine incertezze - prosegue Romeo - in merito alla classificazione dell’istituto sotto il profilo del livello di sicurezza e alla compatibilità della struttura con il contesto urbano, nonché alla presenza significativa di giovani adulti all’interno dell’istituto. A tutto ciò si aggiunge la rilevata insufficienza di attività educative, formative e lavorative destinate ai giovani detenuti. La combinazione di tali criticità rischia di incidere in maniera significativa sul clima interno dell’istituto e sul benessere dei ragazzi, contribuendo ad alimentare situazioni di tensione e disagio".

Fatte queste premesse, l'interrogazione vera e propria, con la quale l'onorevole polesana domanda se "il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e quale sia la valutazione complessiva del Governo in merito alla situazione dell’istituto penale per minorenni di Rovigo; quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire condizioni di sicurezza adeguate e prevenire il ripetersi di episodi critici; quali misure si intendano adottare per garantire un servizio sanitario stabile e autonomo; se non si ritenga necessario prevedere il coinvolgimento sistematico dei gruppi specializzati nelle situazioni di emergenza; quale sia la classificazione dell’istituto sotto il profilo del livello di sicurezza e se essa sia compatibile con la collocazione della struttura e quali misure siano previste per rafforzare le attività educative, formative e lavorative per i detenuti".

Sulla situazione del carcere minorile intervengono anche Diego Crivellari, capogruppo del Pd in consiglio comunale a Rovigo, e il collega Palmiro Franco Tosini. "Gli eventi che hanno seguito l'inaugurazione della nuova struttura per minori a Rovigo - spiegano - (prima la sommossa di sabato, poi il tentato suicidio di uno degli ospiti della struttura) obbligano la politica cittadina a riflettere sulle criticità, ma anche sulle possibili soluzioni ai problemi che si stanno manifestando e alimentano la preoccupazione dei rodigini".

"Da verificare se ad oggi l'istituto davvero manchi di un piano della sicurezza (che è obbligatorio) e che dovrebbe essere condiviso e partecipato dall'istituto stesso con le altre forze di polizia. Altro tema urgente: la garanzia della sanità penitenziaria. L'istituto sarebbe ancora sprovvisto di propri infermieri, mentre il medico, a quanto ci risulta, è assegnato, ma deve arrivare dalla casa circondariale - che già ospita 315 detenuti - e di conseguenza non è presente all'interno. Allo stato attuale, gli stessi infermieri vengono inviati dalla vicina casa circondariale di Sarzano, impattando sulla sicurezza e sulla stabilità complessiva del sistema. Altro nodo da sciogliere riguarderebbe infine la caserma per il personale e la mensa: la prima ancora insufficiente per le nuove unità annunciate in arrivo; la seconda tuttora mancante".

"Cosa occorre allora disporre con urgenza in modo da superare questa fase di criticità? Tra le iniziative necessarie:
a) adottare tempestivamente un piano per la sicurezza, prevedendo eventualmente l'utilizzo di persone apparentementi al Gruppo d'intervento organizzato regionale;
b) prevedere l'assegnazione di infermieri in pianta stabile e di medicinali per uso esclusivamente del minorile;
c) trovandosi in centro città, la struttura deve necessariamente limitare l'ingresso dei giovani adulti: il limite massimo dovrebbe essere in questo caso di quattro persone;
d) predisporre un piano di affiancamento del personale con la presenza attiva di figure dotate di maggiore esperienza e formazione sul campo".

"Gli interventi segnalati sarebbero senz'altro la migliore risposta che le istituzioni potrebbero dare ai cittadini e potrebbero accompagnare l'avvio di una fase nuova, in cui poter valutare le possibili sinergie della città con la struttura e le occasioni di formazione, di recupero e reinserimento sociale per chi, avendo sbagliato, si trova oggi all'interno dell'istituto, ma deve cercare di guadagnare una "seconda chance", secondo quanto è stabilito tra le altre cose dal carattere della pena nel nostro ordinamento. Lo stesso Comune di Rovigo non può rimanere inerte, ma deve farsi parte attiva nel sollecitare i necessari adeguamenti".

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