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Carcere minorile

La Procura indaga per rivolta, c'è la conferma

La nota ufficiale dell'ufficio

La Procura indaga per rivolta, c'è la conferma

La Procura della Repubblica di Rovigo indaga per rivolta, riguardo i fatti avvenuti nel pomeriggio e nella serata dello scorso sabato 11 aprile, nel carcere minorile di Rovigo, quando alcuni detenuti, maggiorenni, ma comunque ospitati - a norma di legge - nella struttura di recente apertura, sarebbero riusciti a guadagnare il cortile, da qui minacciando, inveendo, danneggiando per ore, sino a qualche minuto prima delle 23, quando, al termine di una lunga trattativa, erano stati convinti a rientrare nelle celle. Una situazione che aveva visto l'immediata mobilitazione di polizia e carabinieri, che avevano presidiato le strade circostanti il carcere minorile, situato nel cuore di Rovigo, nel frattempo chiuse dalla polizia stradale.

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La Procura della Repubblica, infatti, con una nota ufficiale, fotografa lo stato delle indagini. "Il Procuratore della Repubblica di Rovigo, dott.ssa Manuela Fasolato - spiega la nota stampa - comunica per la rilevanza pubblica della notizia in rapporto alla comunità territoriale e per una corretta informazione che la Procura della Repubblica di Rovigo procede nei confronti di M.N., nato in Moldavia nel 2007, M.A., nato in Italia nel 2003, P.O., nato in Ucraina nel 2008 e K.A., nato in Moldavia nel 2007 a seguito di segnalazione di fatti verificatisi all’interno dell’Istituto Penale per Minorenni di Rovigo nella giornata di sabato 11 aprile 2026, presso il quale i quattro indagati sono detenuti, per il reato, in ipotesi accusatoria, di cui all' art. 415 bis c.p. (rivolta all’interno di un istituto penitenziario), nonché per il reato, in ipotesi accusatoria, di cui agli artt. 110 e 635 co. 2 n. 1) c.p. in relazione all’art. 625 n. 7) c.p. (danneggiamento di cose destinate a pubblico servizio in concorso), commessi in Rovigo in data 11 aprile 2026".

Un punto fermo molto netto, quindi, che pare cozzare con decisione coi tentativi di minimizzazione dei fatti ai quali si è assistito di recente, cercando di classificare gli episodi di sabato come un "semplice" caso di insubordinazione, nonostante le evidenti ripercussioni che aveva provocato all'esterno. Contro questa tendenza, del resto, che si era manifestata anche nel consiglio comunale successivo ai disordini, aveva preso posizione, proprio nella mattinata di oggi, l'onorevole Nadia Romeo.

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